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NEWS

Il progetto EiM Tech “EASY INJECTION MOULDING” FOR INDUSTRY, CENTRO PER LO STUDIO, SVILUPPO ED OTTIMIZZAZIONE DELLE APPLICAZIONI DI INJECTION MOULDING PER IL CENTRO ITALIA, nasce e si sviluppa grazie alla collaborazione di due eccellenze nel mondo dell’ingegneria e dello stampaggio ad iniezione delle materie plastiche: l’Università Politecnica delle Marche, in particolare il Gruppo di Costruzione di Macchine del DIISM (Dip.to di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche), ed Arburg. Lo scopo del progetto, elaborato dall'Ing. Massimo Natalini per l'Università Politecnica delle Marche e dal Sig. Antonio Simonelli, Rappresentante della Arburg per il centro Italia, è la creazione di un centro di elevato profilo tecnologico e di innovazione che funge da supporto allo sviluppo di nuovi prodotti realizzati mediante stampaggio ad iniezione per la rete di aziende del centro Italia.

La chimica italiana chiede più Europa


Per il Presidente di Federchimica Lamberti, serve una UE competitiva per una chimica all’altezza delle sfide globali.


parlamento europeoIn vista della prossima scadenza elettorale, approfittando della Festa dell’Europa celebrata ieri in tutta l’Unione, Federchimica ha incontrato i parlamentari europei che nell’attuale legislatura hanno fatto parte delle Commissioni su temi d’interesse per l’industria chimica: ambiente, industria e mercato interno, agricoltura e trasporti.

“Federchimica è profondamente convinta dell’importanza di rafforzare e consolidare l’Unione europea, anche per promuovere la competitività delle imprese - ha sottolineato Paolo Lamberti, Presidente di Federchimica (nella foto) - . L’industria chimica italiana chiede un’Europa del lavoro, delle imprese e dei giovani, che diventi un luogo migliore per fare impresa e che permetta di creare e distribuire benessere”.
Federchimica lamberti"Il mercato unico, fondamento della nostra competitività, resta uno dei maggiori successi della UE - ha aggiunto -. Ha alimentato la crescita, stimolato l’occupazione e semplificato l’attività delle imprese. E’ già fondamentale rafforzarlo, rimuovendo le molte barriere ancora esistenti e incentivando l’armonizzazione della regolamentazione”.

La chimica è il quarto settore manifatturiero in Europa, comparto chiave per perseguire alcuni obiettivi che la UE considera prioritari. L’incontro con gli eurodeputati, ha spiegato Lamberti, voleva essere “un’opportunità per raccontare l’Europa che vorremmo, fermo restando che è l’Europa l’ambito nel quale vogliamo operare. La UE non è solo la fonte di buona parte delle regole del nostro settore, ma è di fatto un importante mercato domestico di riferimento dei nostri prodotti”.

Federchimica ritiene che per poter davvero incidere sull’insieme delle politiche europee servirebbe una nuova carica istituzionale, una Vice-Presidenza per la Strategia industriale, alla guida di un team di Commissari che comprenda gli attuali portafogli competitività, ricerca, innovazione e concorrenza, energia, commercio. Questa nuova figura dovrebbe partecipare attivamente ai dibattiti riguardanti l’azione per il clima, l’ambiente e l’educazione, definendo obiettivi il più possibili condivisi tra Istituzioni, cittadini e imprese.

Secondo Lamberti, la UE “dovrebbe destinare più risorse alla ricerca, all’innovazione, alle infrastrutture strategiche e all’istruzione. Per questo auspichiamo che anche il prossimo Parlamento europeo possa confermare la posizione già adottata col programma di Ricerca e Innovazione Horizon Europe ed insistere affinché il budget sia aumentato a 120 miliardi di euro rispetto ai 100 proposti inizialmente dalla Commissione europea”.

“Il nostro auspicio - ha concluso il Presidente di Federchimica - è che l’industria abbia la massima priorità nel Programma di lavoro quinquennale dell’Esecutivo UE, soprattutto in un momento, come quello attuale, in cui le economie europee stanno subendo una fase di rallentamento. Mi auguro che nella prossima legislatura si possa rafforzare l’attenzione e la sensibilità in tutte le decisioni, da quelle volte a contenere il cambiamento climatico a quelle sul commercio internazionale o sulle regole dei singoli settori in cui operano le nostre imprese”.

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